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Dulcigno
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mwfaDulcignocite-ref-2[2]cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]cite-ref-5[5] (in mwjqmontenegrino mwjgUlcinj / Улцињ, /'ultsiɲ/; mwkain albanese mwkqUlqini) è una città del mwkgMontenegro di 19.921 abitanti (2011), in maggioranza mwkwalbanesi. È capoluogo del mwlacomune omonimo, situato nell'estremità meridionale della mwlqDalmazia, sulla mwlgcosta adriatica.

Di antichissime origini, la città è stata fondata intorno al V secolo a.C. dagli mwmaIlliri e fu successivamente mwmqromana e poi mwmgbizantina. Fu mwmwsede vescovile dal IX al XVI secolo. Nel mwnaMedioevo fu conquistata dagli mwnqSlavi meridionali, dalla mwngRepubblica di Venezia e infine, nel 1578, dagli mwnwOttomani. Dulcigno è oggi una popolare meta turistica per le sue spiagge come Velika Plaža e mwoaAda Bojana e per il suo centro storico medioevale. È il principale centro della minoranza albanese in Montenegro.

Contents

Storia
Sport
Note

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Geografia fisica

Dulcigno è la città più a sud di tutto il Montenegro e si trova a 80mwpa km a sud dalla capitale mwpqPodgorica e a una decina di km dalla frontiera con l'mwpgAlbania, segnato dal corso e dalla foce del fiume mwpwBoiana. Il centro storico della cittadina, mwqaKalaja, sorge su un promontorio affacciato sul mwqqmare Adriatico.

Etimologia

Fondatata dagli mwrailliri, anticamente era conosciuta dai suoi colonizzatori con i toponimi di Ουλκίνιον (mwrqOulkinion) in greco antico e di mwrgOlcinium in latino.

Nel mwsaMedioevo era impiegato il toponimo volgare mwsqUlcinium, mentre dai mwsgveneziani era conosciuta come Dulcigno.

In seguito poi in mwtaturco mwtqÜlgün e dagli slavi mwtgUlcinj, mentre è stata chiamata sempre dai suoi abitanti in mwtwalbanese mwuaUlqin.

Storia

L'origine della città sarebbe da ricercarsi nell'insediamento di mwuwColchinium, situato ad ovest rispetto all'odierna Dulcigno, e fondato da colonizzatori provenienti dalla mwvaColchidecite-ref-6[6]. Fu assediata dagli mwwqIlliri che la ribattezzarono mwwgUlkinon da mwwwulk (lupo). Dopo la sconfitta del re mwxaGenzio in occasione della mwxqterza guerra illirica, i Romani penetrarono nella regione e, nel 163 a.C., conquistarono Dulcigno che ribattezzarono mwxgOlcinum. Sotto la dominazione romana ricevette dapprima lo status di mwxwoppidium civium Romanorum e successivamente quello di mwyamwyqmunicipium. Nell'VIII secolo divenne sede episcopale, mentre nel 1010 lo zar mwygSamuele di Bulgaria tentò inutilmente di conquistare la città. Dulcigno venne conquistata dal principe mwywStefano Nemanja e rimase sotto il controllo mwzaserbo sino al 1360 quando divenne possesso della famiglia mwzqBalšić. Fu conquistata dai mwzgVeneziani nel 1420 ed incorporata nell'mwzwAlbania Veneta.

Nel XVI secolo vi nacque lo scultore Jacopo Bianchi, o Giacomo Bianchi, che fu attivo in mwagRomagna, in particolare a mwawForlì.

Nel 1571 fu conquistata dagli mwbqOttomani sotto il cui dominio divenne uno dei principali centri della mwbgpirateria e del commercio di schiavi nel Mediterraneocite-ref-7[7]. Nel 1666 vi venne esiliato, l'agitatore politico-religioso mwcwSabbatai Zevi, il quale morirà a Dulcigno, solo e dimenticato, dieci anni dopo. Nel 1722 fu occupata brevemente dai Veneziani. Il 19 gennaio 1878, durante la mwdaguerra russo-turca, venne occupata dai mwdqMontenegrini. Il mwdgtrattato di Berlino tuttavia assegnò Dulcigno nuovamente ai Turchi. A causa dell'mwdwinsurrezione scatenata delle comunità albanesi di mweaGusinje e mweqPlav, che invece si erano ritrovate sotto la nuova sovranità montenegrina, venne deciso di lasciare quest'ultimi due centri all'mwegImpero ottomano e di cedere come compensazione proprio Dulcigno. I Turchi accettarono la proposta, tuttavia al 1880 Dulcigno non era stata ancora sgomberata. Pertanto, il 26 agosto dello stesso anno, venne inviata nelle acque antistanti la cittadina una squadriglia navale internazionale capitanata da mwewLord Alcester che persuase gli Ottomani a rispettare gli accordi e ad abbandonare Dulcigno che venne così annessa al mwfaPrincipato del Montenegro il 30 novembrecite-ref-8[8].

Durante la mwggprima guerra mondiale venne occupata dagli Austroungarici nel gennaio 1916, al termine della mwgwcampagna del Montenegro. Il 4 novembre 1918 fu conquistata dalla mwhaRegia Marinacite-ref-9[9], successivamente integrata all'interno del neonato mwiqRegno dei Serbi, Croati e Sloveni, nel 1929, fu inclusa nella mwigbanovina della Zeta.

Nel 1941, dopo l'mwjainvasione della Jugoslavia da parte delle forze dell'Asse, Dulcigno venne annessa all'mwjqAlbania fascista.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture militari

• Fortezza di Dulcigno

Architetture religiose

• Chiesa-moschea di Dulcigno
• Moschea Bregu
• Moschea Lami
• Moschea Namazgjahu
• Torre dell'Orologio, costruita nel 1754.

Società

Evoluzione demografica

Dulcigno costituisce il maggior centro albanofono del Montenegro. La città ha una popolazione di 10.828 abitanti, di cui la maggioranza di etnia e lingua mwoaalbanese e di religione musulmana (mwoqsunniti e mwogbektashi) o cristiano-cattolica (la città albanese più vicina, mwowScutari, è il principale centro mwpacattolico dell'intera mwpqAlbania).

mwpwPopolazione per etnia (censimento 2011):

mwsaPopolazione per lingua madre (censimento 2011):

mwuqPopolazione per religione (censimento 2011):

Sport

La principale società calcistica di Dulcigno è il mwwwFudbalski klub Otrant-Olympic, mentre la maggiore società cestistica cittadina è il mwxaKošarkaški klub Ulcinj.

Geografia antropica

Località

Gran parte della popolazione è concentrata nel capoluogo, che con 10.828 abitanti rappresenta il 53% degli abitanti del comune, mentre nessun'altra località supera il migliaio di abitanti.

Il comune di Dulcigno comprende le seguenti 39 località: Ambula (mwyqAmbula), Bijela Gora, Bojke, Brajše, Bratica (mwygBratizza), Briska Gora (mwywMonte Bria), mwzaVladimir, Gornja Klezna, Gornji Štoj (mwzqCanneto Alto), Darza, Donja Klezna, Donji Štoj (mwzgCanneto Basso), Draginje (mwzwDraghigne), Zoganj (mw0aSgagno), Kaliman, Kodre (mw0qCodra), Kolonza (mw0gLa Colonza), Kosići, Kravari (mw0wCravari), Kruta (mw1aCrutta), Krute, Kruče (mw1qSanta Croce di Dulcigno), Leskovac, Lisna Bore, Međreč, Mide, Možura (mw1gMongioro), Pistula (mw1wPistula), Rastiš, Reč (mw2aRezzi), Salč (mw2qSalci), Sveti Đorđe (mw2gSan Giorgio), mw2wSukobin (mw3aSan Calvino), Sutjel (mw3qSant'Eligio), Ćurke, Dulcigno, Fraskanjel (mw3gFrascanello), mw3wŠas (mw4aSuacia) e Štodra .

Amministrazione

Gemellaggi

Dulcigno è gemellata con:

• mw5wTirana
• mw6gBerat
• mw7qDurazzo
Liesing (Vienna), dal 2008
Sarajevo, dal 2009
Lukavac, dal 2014
Dečani, dal 2015
• mw-aPrizren
Distretto di Serik, dal 2014
• mwaqaUžhorod
Silvi, dal 2022cite-ref-10[10]

Galleria d'immagini

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. 10.707 la sola città.
cite-note-22. mwauyAtlante Zanichelli 2009, Zanichelli, Torino e Bologna, 2009, p. 31.
cite-note-33. mwauoGrande atlante d'Europa e d'Italia, Istituto geografico de Agostini, Novara 1994, p. 187.
cite-note-44. mwau4Atlas. L'atlante geografico de Agostini, Istituto geografico de Agostini, Novara 1993, p. 113.
cite-note-55. mwavimwavmAtlante generale metodico De Agostini, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1988, p.mwavq 75, ISBN non esistente.
cite-note-66. mwavgmwavkmwavoDulcigno, su mwavstreccani.it.
cite-note-77. mwav8mwawamwaweDulcigno, il covo e la luna, su mwawibalcanicaucaso.org.
cite-note-88. mwawymwawcmwawgDULCIGNO di Umberto NANI - * - Enciclopedia Italiana (1932), su mwawktreccani.it.
cite-note-99. mwaw0mwaw4mwaw8La Stampa - La Marina Italiana ha occupato i porti di Antivari e Dulcigno., su mwaxaarchiviolastampa.it.
cite-note-1010. mwaxqmwaxumwaxyConsiglio Comunale del 10.02.2022, su mwaxccomune.silvi.te.it. mwaxgURL consultato il 19 giugno 2022 mwaxk(archiviato dall'mwaxourl originale il 19 giugno 2022).

Voci correlate

• mwayaŠas

Altri progetti

Altri progetti

• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Dulcigno

Collegamenti esterni

• (CNR) Sito ufficiale, su ul-gov.me.
• citerefbritannica-com(EN) Ulcinj, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.